Inspiration

  • Posted on 4th aprile 2016,
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Creare valore nei luoghi usando le emozioni: come cambia il concetto dell’accoglienza

“Gli ambienti sono luoghi dell’anima e si devono progettare a partire dalle emozioni, che rappresentano la dimensione più intima e personale.  “L’emozione – sosteneva Aristotele – è un effetto congiunto del sentire e del pensare, il principio motore dell’esperienza umana”. Ed è proprio così, visto che le recenti ricerche in ambito neuroscientifico attestano che esse regolano il nostro comportamento, influenzano i nostri pensieri, modulano i nostri desideri e le nostre credenze, sono il volano della nostra memoria, inducono valutazioni e svolgono un ruolo centrale nel grado di attenzione. È opportuno comprendere quali siano positive e in che modo indurle stimolando i sensi. Occorre quindi passare attraverso la strada della vista, dell’olfatto, dell’udito, del gusto e del tatto, creando in un ambiente spazi e immagini, adottando forme, colori, odori, suoni, sapori, materiali, una giusta illuminazione per generarle e conquistare il fruitore dei luoghi, in modo da far fare esperienze indimenticabili. È il passo fondamentale per poter creare un’esperienza di valore. Se si potenziano le leve comunicative fondate sulle emozioni si ottiene un vantaggio competitivo difficilmente imitabile da altre imprese. Sbagliare questi elementi può invece determinare il fallimento dell’esperienza.”
M. Grazia Turri

Turismo Culturale e nuovo consumatore

“L’interesse e il movimento verso iniziative culturali e città d’arte è costantemente in crescita nei cittadini italiani, così come si registra un incremento proveniente dal turismo di paesi emergenti. In entrambi i casi avanza e si consolida la ricerca dell’autenticità dell’esperienza turistica, che si esprime nel desiderio di forme di vacanza che permettano di incontrare l’identità dei luoghi, di conoscerne la storia, le tradizioni, l’arte alla ricerca dell’atmosfera più che di un elemento specifico. Dunque non solo opere d’arte e architettoniche, ma anche tradizioni, gastronomia, artigianato e quell’insieme di elementi socio-culturali che caratterizzano un’area. In generale cambia l’idea di “cultura” e cambiano i modelli di consumo del turismo culturale, che vedono un consumatore “attivo”, bricoleur digitale, cosmopolita, ma al contempo fortemente attento alla dimensione local, alla ricerca della tradizione, che non escluda innovazione e digitalizzazione. Un universo molto ampio e variegato dunque, con un consumatore che deve essere declinato al plurale e che richiede una segmentazione per rispondere a richieste, desideri e attese diversificate. Diventa quindi indispensabile individuare le diverse tipologie di “consumatore”, da quelli indicabili come ‘altamente motivati’, a quelli ‘in parte motivati’, a coloro che si possono definire portatori di una ‘motivazione aggiuntiva’, ai ‘turisti culturali casuali’. Si tratta di definire gli aspetti comportamentali che li differenziano e li rendono, dal punto di vista dell’offerta, particolarmente interessanti.”
Laura Rollle – M. Grazia Turri